News from the italian punkrock zine ''Be Nice to Mommy''

Thursday, February 26, 2004

Afro-americani e rock'n'roll
Mick Collins e' un vero rocker. Ho amato i suoi Gories e il nuovo disco dei Dirtbombs e' probabilmente una delle migliori uscite del 2003. Ma lui e' anche un afroamericano e la cosa sembra quasi una contraddizione nel 2004, visto che agli occhi dei piu' sembra che i neri abbiano smesso di suonare rock'n'roll una trentina d'anni fa. Sorpresa delle sorprese, l'argomento viene trattato da lui stesso in un'intervista per Alias, inserto settimanale del Manifesto.
"Ci sono un sacco di rock band nere", risponde Collins alla sua interlocutrice. "Ma scommeto che non ne hai mai sentito parlare perche' l'industria discografica Usa ha paura che i neri suonino r'n'r. Robert Randolph & The Family Men e' una delle piu' grandi live band mai viste, eppure sono sicuro che se non te ne avessi parlato io nessuno in Italia li avrebbe mai sentiti nominare perche' sono neri". Secondo Collins, "le major hanno trascorso gli ultimi 30 anni a diffondere l'idea che il rock, il grande affare del secolo, sia una musica bianca. Per promuovere una band nera di rock dovrebbero spendere un sacco di soldi per cambiare la testa della gente. Meglio ignorare".
Interessante anche la sua analisi degli altri generi musicali principalmente diffusi fra la gente di colore, jazz, hip-hop e reggae. "Non si ascolta vero jazz oggi e quello in giro nei club e' un compromesso fra agenti, pochi fortunati musicisti e pubblico danaroso. Il rap e l'hip-hop, invece, sono diventati la punta di diamante del mercato giovanile, tutto fa parte dell'enorme meccanismo delle grandi corporazioni. Il reggae e' ancora una musica underground negli Usa, non sembra esserci un grande appeal dal punto di vista commerciale, cosi' la maggior parte degli artisti reggae continuano a lavorare per etichette indipendenti".

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