News from the italian punkrock zine ''Be Nice to Mommy''

Friday, October 24, 2003

Vecchiacci rock'n'roll
Fra gli annosi e penosi dibattiti che sempre vengono inalberati su cosa e' punk e cosa non lo e', ne compare sempre uno che si chiede a quale eta' si dovrebbe smettere di fare i coglioni sul palco. Certo che io sono abbastanza di parte, ma non mi pare che siano poche le occasioni per smentire la tesi secondo la quale, passati i 30 anni, bisognerebbe mettersi a cantare canzonette folk.
Di sicuro lo sono stati i due ultimi concerti visti qui a Roma all'Init.
Sabato 11 ottobre, per la prima volta in Italia, è stata la volta dei Dictators, uno dei gruppi "seminali", di quella scena newyorchese che incendio' la Bowery a metà degli anni settanta. Da qualche anno, grazie anche all'intervento di qualche promoter spagnolo, hanno ripreso l'attivita' con una certa frequenza e l'ostinazione di Pierpaolo, braccio e mente della Rave Up, e' riuscita nell'intento di farli finalmente scendere nel nostro paese. Handsome Dick Manitoba, Andy Shernoff e Ross the Boss sono dei simpatici cinquantenni capaci di rompere le chiappette a molti gggiovani d'oggi. Il loro primo disco e' uscito la bellezza di 28 anni fa, ma quel sound sembra sempre cosi' attuale alle precchie di chi vi scrive.

Tanti i pezzi vecchi riproposti in questa serata spettacolare ("Faster and Louder", "Stay With Me", "The Next Big Thing", "Avenue A"), oltre a quasi tutte le canzoni del nuovo album ("Who Will Save R'n'R?", "I'm Right", "Pussy and Money", "What's Up With That"). Presenza scenica da paura e mini-siparietti gustosissimi.
Come quello in cui Manitoba si e lamentato a gran voce del nuovo "lifestyle" della Grande Mela, dove oltre a non poter fumare piu' neanche nel cesso di casa propria, sembra che si stiano per imporre anche severissimi limiti anche alle soglie di rumore. "Cosa diro' a mio figlio? Che questa una volta era la citta' piu' eccitante del mondo e adesso si muore di noia?". Tasto dolente. A volte è la mia stessa preoccupazione. Noi vecchi ci sentiamo assediati da gggiovani ultra reazionari.
Dopo tanto averne sentito parlare, e dopo aver apprezzato moltissimo le loro produzioni discografiche, finalmente sono venuti anche a Roma i canadesi Hanson Brothers, side-project ramonero dei piu' blasonati No Means No, una band totalmente folle nel vero senso della parola e con un gran tiro. Probabilmente uno dei migliori spettacoli live nell'ambito punk-rock, i quattro sparano canzoni a manetta e fanno alla grande la figura degli idioti, con il chitarrista che addirittura si sbava addosso per entrare maggiormente nella parte del minorato mentale.
L'energia che ci mettono, e considerata la loro eta', fa veramente paura ed altrettanto notevole e' la loro capacità di coinvolgere il pubblico. Note di menzione particolare alla loro canzone-tributo dedicata a Joey Ramone ("Joey Had To Go"), l'uomo "a causa del quale siamo tutti qui stasera, l'uomo che stasera ha telefonato a casa di tutti voi per dirvi di venire allo show" e al pazzesco gran finale, con smontaggio in diretta della batteria, percussioni selvagge sulle corde del basso e lancio di lattine di birra un po' dappertutto.
Gran bella serata.

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