News from the italian punkrock zine ''Be Nice to Mommy''

Thursday, February 13, 2003

I quattro di Orange Country mi hanno spinto fuori dalla tana lo scorso 31 gennaio. Ed hanno finito col farmi la stessa impressione che mi hanno fatto ultimamente i No Fx. Mi spiego: i Vandals e il gruppo di Fat Mike sono due band che in passato mi hanno fatto divertire come nessun altro, ma che, vuoi per la loro propensione a produrre musica di altri (che obiettivamente proprio non mi piace), vuoi per la loro esposizione nei confronti di quello che potremmo definire grande pubblico (almeno se paragonato a quello che segue normalmente gli altri gruppi punk), negli ultimi tempi si stanno tirando dietro dei carrozzoni imbarazzanti.


Questo Kung Fu records tour non era da meno. Il concerto a Roma costava 10 euro di ingresso e al Circolo degli Artisti hanno proditoriamente portato il prezzo della birra per l'occasione a 5 euro (!!!). Era pieno zeppo di gente, un trionfo di zainetti colorati e di magliettine alla moda e di bambini che fra dazio all'ingresso, bevande e merchandise avranno speso una fortuna. Qualche faccia nota del giro con cui normalmente mi ritrovo più spesso, attirati lì come me dai Vandals, e milioni di perfetti sconosciuti mai visti. Il concerto è iniziato prestissimo, almeno abbastanza da farmi perdere i primi due gruppi. Sono arrivato a poche canzoni dalla fine dell'esibizione degli Ataris, il gruppo per il quale la maggioranza delle persone sembrava essere lì. Abbastanza penosi.

Poi i Vandali, sempre molto bravi, ma in tono più che dimesso rispetto a come me li ricordavo. Probabilmente il set è durato troppo poco perché Joe Escalante e soci si scaldassero davvero.

Lo show DOVEVA chiudere a mezzanotte. Stupidamente pensavo che fosse per problemi di orario del locale, ma finito il concerto, la grande sorpresa: nel giro di 15-20 minuti il pischellame-punk se ne è andato in quattro e quattr'otto ed è stato sostituito da un'orda disumana di popolazione discotecara (altissima la presenza di froci da esposizione), pronta ad agitarsi al ritmo del tunz-tunz. Lo shock è stato ancora più grande perché durante questa mutazione genetica, io e un paio di amici eravamo ad ubriacarci di straforo in una sala adiacente. Quando siamo usciti ormai cotti, ci siamo ritrovati in mezzo al girone dantesco.

Morale della favola? Gli adolescenti punk e i gay della notte hanno un sacco di soldi da spendere. E c'è chi se ne approffita.

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