News from the italian punkrock zine ''Be Nice to Mommy''

Friday, August 30, 2002

America e idiozie
Parlare degli Stati Uniti è come parlare di Internet. C'è tutto e il contrario di tutto. E' chiaro a chiunque che la massima forma di libertà di espressione viene proprio da quel paese, così come ci arrivano anche tutte le manifestazioni dell'idiozia più acuta che il genere umano possa partorire. E' come un grande contenitore, un vaso di Pandora, che una volta tolto il coperchio mostra tutte le facce dell'inferno o del paradiso.
A darmi lo spunto per questa ennesima riflessione nei confronti degli amati-odiati Usa, è stato il fatto che al concerto dei Porpagandhi al Forte Prenestino ho incontrato Sude, bassista degli ormai disciolti e molto rimpianti Breakaways. Mi ha raccontato che Mike è sparito non si sa dove, che Taim è in America e che lui che doveva andarae a studiare in un'Università di Boston sta ancora qui a Roma perché non gli danno il visto. Il motivo? Ha un cognome musulmano.

Thursday, August 29, 2002

Sono tornato dalle vacanze e Roma vive l'ultima settimana da esseri umani, visto che ancora sembra non esserci nessuno in giro per le strade. L'unica eccezione sono i merdosissimi turisti pezzenti che affollano autobus e metropolitane. Spesso noi italiani pensiamo di essere i peggiori quando ci troviamo all'estero. Ma gli altri ci battono. Intanto perché, a meno che non si tratti di vecchi ricoglioniti, gli italiani in vacanza sono abbastanza anarchici e non vanno in giro a gruppi di 50-60 persone come tutti questi giapponesi, spagnoli e americani del cazzo. Si muovono a sciami. Pretendono di salire in 40 sullo stesso autobus o di attraversare la strada tutti insieme. Provate voi a fare la stessa cosa in Germania, o in Inghilterra.... è capace che vi arrestano per manifestazione non autorizzata.
Ieri sera, mercoledì 28 agosto, mi sono fatto il mio "bagno" di hardcore attirato al Forte Prenestino dai Propagandhi, il cui primo disco rimane una delle mie uscite favorite di sempre. Prima di loro hanno suonato i romani Happy Noise, molto bravi tecnicamente e con due o tre pezzi melodici davvero belli. Non era la prima volta che li vedevo e mi hanno fatto una buona impressione. Poi sono saliti sul palco dei "burini" senza precedenti, tali Strike Anywhere, veramente penosi. A metà strada fra l'heavy metal più becero e i Rage Against the Machine, con tanto di cantante coi dread che scuote la testa come un headbanger. I canadesi Propagandhi sono stati sicuramente un paio di spanne avanti, anche se non c'è proprio paragone fra le canzoni del primo disco e quelle più recenti.
Immaginate la mia meraviglia, quando chiacchierando amabilmente con alcuni "gggiovani" della "scena" capitolina (che peraltro sono amici e mi stanno simpatici) ho scoperto che la maggior parte delle persone era lì proprio per i metallari. Pare che siano considerati la next-big-thing dagli hardcorers più informati e la cosa mi ha stupito alquanto. L'aspetto più fastidioso della questione era che tutti quelli che parlavano bene di questi cazzari, poi dicevano che gli Happy Noise fanno schifo. Sarò vecchio, nazionalista, tradizionalmente avverso agli urlatori coi dread, ma sinceramente i 4 di Ostia agli Strike Anywhere gli spaccano il culo.

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